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Distruzione, cementificazione, desertificazione: queste le cause del dissesto idrogeologico PDF Stampa E-mail

 

 

Dietro ragioni di natura dolosa c’è sempre la regia colpevole dell’uomo
Tra le cause “naturali” del dissesto idrogeologico si annoverano dunque le caratteristiche geomorfologiche e geostatiche di un territorio che determinano la più o meno pericolosità idrogeologica di un territorio o di un’area. Ma esistono ragioni “artificiali”, derivanti purtroppo dall’intervento dell’uomo che con la sua opera di compromissione e depauperamento dei paesaggi, lottizzazioni delle foreste e dei centri storici, cementificazione dei litorali, ha lacerato l’Italia in uno scontro decisionale ai vertici governativi tra Protezione Civile, Uffici geologici territoriali e Ministero dell’Ambiente.

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Terreno edificabile PDF Stampa E-mail

 

 

Cosa sta accadendo in Italia? Sembra che molti proprietari di terreni edificabili stiano chiedendo alle amministrazioni di stralciare le destinazioni delle loro aree così da farle ritornare agricole, mentre i Comuni cercano di difendere le già esigue entrate economiche, spolpati dal “Patto di stabilità”, e si aggrappano affannosamente alle imposte sui terreni.

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Rifiuti, una miniera d’oro che i Comuni dimenticano PDF Stampa E-mail

 

 

“Questi impianti hanno bisogno di essere alimentati in modo costante e con elevati quantitativi di rifiuti. Se la raccolta differenziata supera un certo livello, i rifiuti da smaltire in discarica o bruciare diminuiscono e si è costretti a cercarli altrove, anche a costo di ridurre le tariffe di conferimento e quindi gli utili di gestione, come fanno i termovalorizzatori del Nord Europa”. Un meccanismo amplificato nei casi in cui è la stessa azienda a gestire il servizio di raccolta differenziata e lo smaltimento, come avviene in molti comuni italiani: “Si viene spesso a creare un conflitto di interessi: se la raccolta differenziata aumenta oltre il livello previsto quando era stato progettato l’impianto, si determina inevitabilmente una sensibile riduzione degli utili di gestione dell’inceneritore”. E le stesse lobby sono riuscite anche a ottenere incentivi sulla produzione di energia dalla combustione di rifiuti, paragonata alle altre fonti rinnovabili, gravando sulle bollette elettriche dei cittadini.

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La scuola della terra PDF Stampa E-mail

 

 

E’ nata nella Terra dei fuochi, dove “ci ribelliamo da molti anni, invisibili agli occhi dei grandi media”, da una famiglia di contadini che ha resistito alle lusinghe della speculazione edilizia e alle minacce della camorra. Forse è per questo che quando è diventata preside di un istituto di 19 plessi a San Giovanni a Piro (Salerno), Maria de Biase ha cominciato insieme a docenti, genitori e ragazzi a trasformare la scuola in uno strepitoso laboratorio di autoproduzione e di riciclo, dove coltivare orti sinergici e fare merenda con pane e olio sono azioni quotidiane. L’idea di apprendimento, tra saper fare e fare insieme, rompe così schemi educativi e confini di legalità, riscopre la sintonia con le categorie spazio e tempo “che in natura non corrono ma scorrono”. Con il racconto dell’esperienza della sua scuola, Maria ha aderito alla campagna “Ribellarsi facendo

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RIFIUTI nella Valle Uso: adesso BASTA! PDF Stampa E-mail
Scritto da Liberaluso   

La trama della discarica di Torriana, prevista fin dal 1997 nel 1° Accordo di Programma (FC, RN, Sogliano e Torriana) è quella di un film già visto.

Come nella vicenda del compostaggio sul fiume Uso a Masrola, dove tutto era stato già preordinato da almeno 10 anni adeguando gli strumenti urbanistici e con una “sospetta” tempistica rispetto all’approvazione del PAI (Piano Assetto Idrogeologico).

E naturalmente tutti zitti, soprattutto quelli che erano tenuti a sapere, che per incompetenza o per interesse hanno taciuto.

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Un’autostrada è per sempre PDF Stampa E-mail

 

 

 

Stanno per realizzare una nuova autostrada, unirà la via Pontina all’A2. Cemento scaraventato su agricoltura, paesaggio, arte. Ma era così difficile pensare di utilizzare i soldi investiti per riorganizzare il collegamento ferroviario, intervenire contro il dissesto geologico, mettere in sicurezza le strade esistenti?
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