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Ecomondo 2017 - Stati Generali della Green Economy - DECALOGO GREEN PDF Stampa E-mail

 

All’apertura di Ecomondo, il 7-8 novembre scorso si è tenuta la sesta edizione degli Stati Generali della Green Economy, organizzato dal Consiglio Nazionale della Green Economy (in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente, il Ministero dello Sviluppo Economico e la Commissione Europea e il supporto della  Fondazione per lo sviluppo sostenibile).

In tale occasione,  è stato illustrato un DECALOGO GREEN: 10 proposte portate  all'attenzione delle forze politiche in vista delle elezioni.

Per  cercare di indurre una svolta green.

Le 10 proposte

1.- Inserire la transizione alla green economy nelle priorità dell’agenda parlamentare e di governo.

Il 70% dei cittadini italiani attribuisce importanza alle politiche pubbliche per l’attuazione delle misure di green economy. La realizzazione di tale programma consentirebbe di valorizzare le potenzialità dell’Italia percorrendo l’unica via di sviluppo oggi possibile: quella sostenibile ad elevata qualità ecologica e a basse emissioni di carbonio.

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“LA VALMARECCHIA” – COME E PERCHE’ PDF Stampa E-mail

 

Abito a Torriana sul versante Marecchia, ma appena sposata abitavo a Rimini, al mare. Quando nuotavo al largo vedevo un nastro d’argento all’orizzonte, era il Fiume Marecchia e mi inondava un non so che di nostalgia.

Oggi questo fiume l’ho proprio ai miei piedi e vivo con lui. Sono preoccupata quando non ha acqua nel suo letto e mi dà un senso di soddisfazione quando brilla e mormora allegramente mentre le sue acque corrono verso il mare. Penso alla flora e alla fauna che dipendono da esso e, naturalmente anche a noi, gente della vallata, che dobbiamo tutto il nostro rispetto a questo fiume che ci fornisce l’acqua, fonte di vita e di ricchezza.

Appena mi sveglio dò un’occhiata alla finestra per vedere che tempo fa e che aspetto abbia il Marecchia. Mi piace guardare l’alba che si rispecchia nel fiume con i suoi colori che molte volte sono da mozzafiato.

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Altro che prevenzione, in dieci anni è raddoppiato il territorio italiano a rischio idrogeologico PDF Stampa E-mail

E da tre anni sono tornate a crescere le emissioni di CO2 legate alla produzione di elettricità

[13 settembre 2017]

Dieci anni dopo la prima e unica Conferenza nazionale sui cambiamenti climatici in Italia, il promotore dell’iniziativa – l’allora ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio – è tornato in Senato per fare un punto su quanto compiuto dal 2007 ad oggi, supportato tra gli altri dal presidente dell’Ispra Stefano Laporta. Assai poche purtroppo le buone notizie.

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Lettera aperta su centrale idroelettrica PDF Stampa E-mail

 

Molti degli argomenti alla base di questa lettera sono ampiamente trattati negli Atti della Tavola Rotonda sul tema Progetti di Centrali Idroelettriche nella Bassa Valmarecchia pubblicati sui siti delle Associazioni Culturali e Ambientaliste del Territorio del Marecchia, fra cui, www. mareciamia.it e www.wwf.it/rimini. I progetti di centrale idroelettrica prevedono la derivazione delle acque del Marecchia poco a valle di Ponte Verucchio, il loro trasporto in condotta interrata per diverse centinaia di metri ed infine la loro caduta in un pozzo-turbina con scarico sul fondo del canyon prodotto dall’incisione erosiva del letto del fiume. I contenuti dei progetti e le modalità d’avvio del loro iter amministrativo denunciano gravi insufficienze sotto il profilo tecnico e varie inadempienze in termini di applicazione delle norme che riguardano la concertazione istituzionale e la partecipazione sociale. Questa ennesima estemporanea proposizione di scelte vincolanti su un territorio che rappresenta il cuore stesso di un prezioso ambito fluviale fa risaltare l’incongruenza con le dichiarazioni di principio contenute nella relazione di presentazione del PTCP riminese che cita le risorse naturali, storiche e paesaggistiche del primo entroterra come preziosità assolute e valori territoriali strategici. Sotto l’aspetto tecnico, le osservazioni sono in buona parte il risultato dell’enorme danno ambientale creato dalla canalizzazione dell’alveo (canyon) e riguardano profili di tipo: idraulico, in quanto gli stessi progettisti in concorrenza mettono in discussione alcune stime delle portate fluviali e di rendimento delle turbine;geologico, in quanto si trasforma un dissesto di innesco antropico, quale il Canyon, in un elemento da difendere per garantire il salto idraulico e lo scarico delle acque turbinate;sedimentologico, in quanto la difesa del canyon non consente la ripresa del trasporto solido fluviale ed il conseguente rifornimento sedimentario del litorale attualmente in progressiva erosione; idrologico, in quanto il perdurare della canalizzazione dei deflussi fluviali riduce fortemente la funzione di ricarica della conoide sotterranea del Marecchia, sede di un fondamentale e strategico serbatoio d’acque per il riminese; ecologico, in quanto l’incisione del letto ghiaioso-sabbioso del fiume ha sconvolto e reso distrofico il sistema limitandone le funzioni di autodepurazione e di mantenimento e rinnovamento degli habitat acquatici e ripariali.

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Tomaso Montanari, Decalogo della politica culturale per sindaci PDF Stampa E-mail

 

Decalogo della politica culturale comunale: ovvero cosa può fare (e non fare) un sindaco per la cultura.

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Viaggio nella provincia assediata dalle discariche PDF Stampa E-mail

 

Il traffico comincia di buon’ora. Traffico pesante. “Alle sei, le sette del mattino ci sono file di camion in coda per raggiungere le discariche”, dice Luigi Rosa, che vive a Vighizzolo, frazione di Montichiari, piccolo comune a sudest di Brescia, 23mila abitanti e 21 discariche di rifiuti. Cinque impianti attivi, altrettanti dismessi e undici vecchi siti illegali: in pochi chilometri quadrati sono accumulati più di 12 milioni di metri cubi di rifiuti industriali, ceneri e fanghi di depurazione, lastre di eternit, materiali di scarto d’ogni sorta. Roba che va sotto il nome di rifiuti speciali, pericolosi e non.

“Vediamo arrivare fino a 250 camion al giorno diretti a cave e discariche”, continua Rosa, uno dei volti più noti dei comitati che si battono contro le discariche. Siamo al centro della brughiera di Montichiari, una piana ondulata e verde punteggiata da collinette e da buchi. Le colline a ben vedere sono montagnole squadrate, parallelepipedi coperti d’erba o magari da teloni verdastri: tutti siti ormai colmi. Poi ci sono i buchi, cioè le discariche attive. A pochissima distanza dalla frazione Vighizzolo, in un comprensorio di due chilometri per tre, c’è la massima concentrazione.

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