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Camminata sul sentiero delle grotte |
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“Vogliamo accesso ai documenti della Pa”. Nasce una coalizione per un Foia italiano |
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Fonte: www.repubblica.it
18 maggio 2012
Mario Tedeschini Lalli
SE AVETE mai chiesto a un ufficio pubblico un’informazione importante ma non ovvia, con ogni probabilità avrete avuto in risposta un’altra domanda: “Perché? A che le serve?”
In Italia, per tradizione, si può conoscere solo ciò che è ufficialmente pubblico, tutto il resto è considerato riservato. Un cittadino deve giustificarsi se vuole venirne a conoscenza e spesso, comunque, non può. In altri paesi democratici non è così: gli atti della pubblica amministrazione possono essere richiesti e consultati, sono – in linea di principio – pubblici o pubblicabili e sono stabilite precise procedure perché le amministrazioni rispondano a queste richieste di conoscenza.
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Non si salva nessuno: liste civiche? |
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Fonte: LeG
17 maggio 2012
di Sandra Bonsanti
Non si salva nessuno. E’ sicuramente la sensazione che coglie chiunque non abbia voglia e tempo di approfondire e cercare di distinguere fra questi e quelli, fra chi è più corrotto e chi lo è meno, chi ha rubato di più e chi forse ha solo assistito senza muovere un dito mentre altri rubavano. E ora? Da dove può ripartire questo disgraziato paese se nemmeno le elezioni con questa legge rappresentano il normale sbocco democratico? “Un doveroso atto di umiltà e sottomissione” chiede Leg nel documento sulla legge elettorale. Ma sappiamo che non ci sarà.
Liste civiche per la legalità? Parliamone. Ma avendo chiare alcune cose: non saranno liste di Leg, che per statuto non è né deve apparire un partito. Certo, è possibile che aiutererebbero i partiti a cui fossero collegate , ma non aiuteranno quegli stessi partiti a rinnovarsi, a dire qualcosa di nuovo. Anzi, semmai il contrario: la vecchia casta potrebbe chiudersi a riccio, tanto la società civile avrebbe le sue liste.
Però la casa brucia e non si salva nessuno. E allora, chissà… se non si salva nessuno, tutti possono servire, soprattutto quelli che della legalità hanno fatto da sempre la loro ragione di vita.
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La "CARTA DI PISA" - Il codice etico di Avviso Pubblico |
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Fonte: www.avvisopubblico.it
AVVISO PUBBLICO - Enti Locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie
“I principi e le disposizioni del presente Codice etico costituiscono specificazioni degli obblighi generali di diligenza, lealtà, onestà, trasparenza, correttezza e imparzialità che qualificano l’esercizio delle funzioni di pubblica responsabilità da parte degli amministratori.”
Le regole ed i principi che, fra l'altro, sono stabilite dal Codice:
- LA TRASPARENZA
- IL CONFLITTO DI INTERESSI
- IL CLIENTELISMO
- LE RESTRIZIONI SUCCESSIVE ALL'INCARICO
- IL FINANZIAMENTO DELL'ATTIVITA' POLITICA
- IL CONFRONTO DEMOCRATICO
- LA RENDICONTAZIONE DELLA PROPRIA ATTIVITA'
Gli Enti che hanno aderito
La "Carta di Pisa" promossa da Avviso Pubblico
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E’ la società civile che può salvare la democrazia |
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Fonte: LeG Torino
14 maggio 2012
Edgardo Favaloro
A conclusione del ciclo di incontri “La Costituzione in mano, un articolo al giorno” il presidente emerito della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky ha tenuto l’ultima lezione “Difesa della Costituzione e della Democrazia” presso il Conservatorio di Torino. Come ha sottolineato Paolo Volpato, coordinatore del circolo di Torino di Libertà e Giustizia, questo ciclo di incontri ha coinvolto, oltre al Conservatorio, otto medie superiori e due scuole medie per otto lezioni ciascuna.
Il professor Zagrebelsky ha iniziato il suo intervento osservando che, dopo numerosi incontri, ha rilevato negli studenti un forte interesse per questi temi. A questo interesse non corrisponde però un adeguato desiderio da parte dei giovani a partecipare in un qualche modo alla vita politica. Le motivazioni sono essenzialmente due: il rapporto tra politica e corruzione e l’assenza di punti di riferimento forti offerti dalla politica stessa.
La corruzione all’interno della politica ha origine dall’esasperazione del rapporto tra scambio di favori e fedeltà, rapporto rafforzato dall’attuale legge elettorale. La crisi economica esaspera questo fenomeno favorendo le grandi strutture criminali che, fornendo protezione e lavoro, si diffondono nel nostro tessuto sociale.
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Sì alla riforma elettorale no alla riforma della Costituzione |
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15 maggio 2012
Fonte: La presidenza di LeG
Disaffezione politica e riforma elettorale
Il risultato delle elezioni amministrative, con la conferma dell’elevata disaffezione degli elettori per gli attuali partiti, rende sempre più indispensabile l’approvazione di una nuova legge elettorale, che quantomeno ripristini la possibilità per i cittadini di scegliere i loro rappresentanti. Si tratta di restituire agli elettori una concreta possibilità di partecipazione alla vita politica, che è stata loro sottratta nelle due precedenti tornate elettorali.
Libertà e Giustizia ritiene questo passaggio una vera e propria precondizione per riavere un Parlamento all’altezza della “disciplina ed onore” richiesti dalla Costituzione e in grado di affrontare le emergenze del paese con l’autorevolezza che è necessaria. D’altro canto, le recenti elezioni amministrative hanno dimostrato senz’ombra di dubbio ciò che da tempo avrebbe dovuto essere sotto gli occhi di tutti: il Parlamento attuale e i cittadini sono distanti l’uno dagli altri, quanto forse non è mai accaduto nei trascorsi decenni di vita repubblicana. In questa condizione di difetto di rappresentatività, non è pensabile che i partiti in Parlamento si arroghino il compito di intervenire sulle strutture istituzionali del paese modificando la Costituzione, addirittura puntando a ottenere quella maggioranza dei due terzi che impedirebbe il ricorso al referendum confermativo.
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